Gianluca Coren

ISTRUZIONE 
1988 Maturità d’Arte applicata – Gorizia
1993 Diploma Accademia di Belle Arti – Venezia  

 

MY PAINTINGS
Il minotauro non era così cattivo…

E’ consuetudine inserire in una presentazione una recensione critica dell’opera.

E’ stata una mia scelta però archiviare le varie presentazioni con le quali le mie opere sono state recensite da varie personalità a cui va peraltro il mio ringraziamento.

Credo che nessuno meglio di me sappia ripercorrere il tracciato da cui si dipana e si genera il mio lavoro.

Si tratta di un filo d’Arianna che parte dalle suggestioni  simboliste  e surrealiste di Bocklin e Dalì, nel cui

svolgimento si raccoglie l’esperienza astratta di Mondrian o le soluzioni di Burri.

Al centro del labirinto c’è il genio assoluto del nostro patrimonio artistico e culturale: Leonardo e Michelangelo.

 

Stabilita la scena ( il labirinto di Dedalo ) e gli attori ( i vari percorsi stilistici ), rimane l’aspetto più importante: domare il minotauro. Accordare ed armonizzare realtà figurative apparentemente inconciliabili, quali il fascino e la bellezza delle figure rinascimentali a soluzioni formali contemporanee.Far coesistere l’esperienza di Burri , di Modrian, o di Pollock alle conquiste pittoriche di artisti come Friedrich o Dalì.

 

Le avanguardie e le correnti artistiche hanno avuto la responsabilità di rompere con la tradizione figurativa, togliendo di volta in volta un elemento della rappresentazione stessa: dapprima la prospettiva, poi la figura, il colore e per ultima la composizione e la superficie stessa dell’opera.

Rompendo gli schemi tradizionali, un’opera per essere fruita nella sua complessità, ha sempre avuto più bisogno della mediazione dell’intelletto, con somma gioia della critica imperante che diventa così strumento indispensabile di mediazione.

In questo passaggio, ho l’impressione che si sia perso in qualche meandro del labirinto un’aspetto fondamentale dell’opera d’arte:

LA CAPACITA’ DI ARRIVARE DRITTA AL CUORE.

Le esperienze di autori contemporanei sono state fondamentali ed hanno sicuramente lasciato il segno, ma non posso dimenticare le parole e le opere di Leonardo o il sublime romantico dei pittori nordici. Fanno parte del nostro patrimonio.

Quello che vorrebbe essere il mio modestissimo contributo allo svolgimento della matassa ( lungi da me peraltro paragonarmi anche lontanamente agli artisti menzionati ) è un riassunto e un tentativo di raccogliere queste esperienze così diverse tra loro.

La frammentazione porta lontano dal labirintico centro, la memoria ci avvicina ad esso.

 

 

Gianluca Coren

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